Il jazz nella Svizzera italiana
La microstoria del jazz nella Svizzera italiana si apre con un evento che risale al 1928, allorché il Teatro Apollo ospitò l’americano Sam Wooding e la sua Kiddies Orchestra durante uno spettacolo organizzato in onore della sessione luganese dei rappresentanti della Società delle Nazioni. Una vera e propria jazzband giunse dalla patria del jazz in un periodo nel quale da noi dovettero apparire le prime batterie e manifestarsi i primi fermenti di musica afro-americana improvvisata durante i balli nei saloni degli alberghi, nei Kursaal e nelle osterie, quando i ritmi di fox-trot, one-step o rumba stavano aggiungendosi a quelli ormai consolidati quali il valzer, la polca e la mazurca.
Nel 1955 il "Corriere del Ticino" annunciava, col titolo "Jazz-Partout a Lugano":
"Per la prima volta il Ticino ospiterà un grande concerto di jazz, organizzato da Radio Losanna in collaborazione con la Radio della Svizzera italiana. Lo spettacolo, denominato "Jazz-Partout", avrà luogo martedì sera, 20 settembre p.v., al Teatro Kursaal di Lugano."
Vedetta principale della serata il sassofonista di colore Don Byas; presenti anche la Milan College Jazz-band, il sassofonista Aldo Calanca col batterista Raymond Thévenoz nonché Flavio Ambrosetti col suo quintetto e Pic Fontana col suo complesso locale.
All’indomani del concerto, Gianni Trog firmava per il quotidiano luganese una cronaca della storica serata scritta e pubblicata a ritmo da primato nella quale si leggono soddisfatto stupore per il "primo rendez-vous di musica jazz" nel nostro Cantone e parole di apprezzamento per tutti ma con un supplemento d’orgoglio per i solisti di casa, per Flavio Ambrosetti, ormai già noto col suo sax contralto ben oltre i nostri confini, e per i dilettanti del gruppo del chitarrista Giorgio Pic Fontana.
Da quel settembre 1955 la nostra regione è entrata a modo suo nel ciclo evolutivo della musica jazz contraddistinto da correnti, da stili, da impennate ed accelerazioni e accoglie da allora, salvo poche eccezioni, i grandi maestri e le maggiori orchestre grazie alle iniziative della RSI, e poi della TSI, e d’imprenditori pubblici e privati. |
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