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Bruno Amaduccispace

di Matteo Notari
(05.01.1925 - 26.01.2019)


Bruno Amaducci

Nel novembre del 2007, ho avuto modo di intervistare a più riprese il maestro Bruno Amaducci a proposito della sua vita, della carriera internazionale come direttore d'orchestra e della proficua attività di organizzatore di cultura - in ambito musicale - nella Svizzera italiana.

Lo spirito dichiarato di queste interviste è di chiarire gli aspetti puramente biografici del maestro: esse lasciano emergere un'immagine composita di Bruno Amaducci (d'ora in poi BA), inoltre mi sembra diventino un originale angolo d'osservazione del panorama musicale della Svizzera italiana nell'arco di un cinquantennio.

Il materiale raccolto è stato poi accompagnato da un lavoro sui documenti conservati nell'archivio privato di BA (documentazione 1944-1996: ritagli di articoli della stampa nazionale ed internazionale, contratti, cartelloni, locandine, programmi, fotografie, lettere); negli archivi della RTSI e dallo spoglio dei quotidiani ticinesi. Questo lavoro di ricerca mi ha permesso di risalire all'insieme o quasi dei concerti diretti da BA lungo tutto l'arco della sua carriera, questi sono riportati negli inventari per ordine cronologico. Dalla loro consultazione si possono trovare informazioni sulle date dei concerti, il luogo e l'occasione in cui si tennero, l'orchestra ed i cori diretti, i principali solisti, l'eventuale registrazione con il numero d'archivio (se presenti negli archivi della RTSI, in quelli della Fonoteca Nazionale o nel caso di un'edizione commerciale).

L'intervista a BA ed il lavoro di ricerca negli archivi mi ha infine portato alla redazione di questa biografia che si occupa prevalentemente della traiettoria artistica e delle iniziative culturali del maestro. Il mio intento è stato quello di tracciare un ritratto di BA, attore ed organizzatore culturale, che mettesse però in luce le iniziative e le istituzioni musicali della Svizzera italiana, in particolare tra gli anni Cinquanta e Ottanta, che lo vedono protagonista.

Si noti infine che la Fonoteca Nazionale dispone di più di trecento documenti sonori storici della SSR donati da Bruno Amaducci, che trattano di svariate tematiche. Questi documenti sono consultabili nella banca dati della Fonoteca.

 

Gli anni Trenta-Quaranta, la formazione musicale.

Dalla grancassa nella banda dell'Istituto Elvetico alle lezioni di Jean Fournet all'Ecole Normale di Parigi

BA nasce a Lugano il 5 gennaio 1925. Frequenta l'Istituto Elvetico dove consegue la licenza commerciale ed è proprio nella banda della scuola che intraprende la sua formazione musicale con grancassa, piatti e trombone a pistone. Il mo. Giacomo Rubino, vice-direttore della Civica Filarmonica di Lugano, lo segnala per le sue qualità musicali e spinge i genitori di BA - operai di origini romagnole emigrati in Ticino agli inizi del secolo - ad assecondare e promuovere le doti musicali del figlio. Si dedica quindi allo studio del violino con il mo. Cesare Bertoni, violino di spalla dell'Orchestra di Radio Monteceneri. In questi anni prosegue l'esperienza nella banda dell'Elvetico, sperimentando diversi strumenti musicali e approfitta delle qualità dei musicisti della Radiorchestra - la viola Michele Corbellini ad esempio - per perfezionare lo studio del violino.

 

Gli anni Cinquanta-Sessanta, una carriera internazionale con base a Lugano.

Dal Requiem di W.A. Mozart con la Radiorchestra alla direzione del Falstaff di G. Verdi al Metropolitan Opera

Le prime direzioni nella Svizzera italiana, il supporto della RSI e del mo. Löhrer

Nel 1951, dopo i diplomi, BA torna a Lugano, dove Edwin Löhrer, il 16 marzo, gli fa dirigere il Requiem di Mozart (K.V. 626, per solo, coro ed orchestra) nell'auditorio del Campo Marzio, con il Coro e l'Orchestra della RSI.

Il valore di questa prima direzione non va a mio avviso sottovalutata, BA dirige infatti i musicisti che anni prima l'avevano conosciuto giovane assistente tuttofare e che lo vedono tornare mo. d'orchestra in grado di dirigere il Requiem a memoria. Lo spoglio dei giornali mostra inoltre il caloroso applauso d'incoraggiamento per un giovane direttore ticinese che ha saputo farsi onore e a cui si augura una brillante carriera.

 

Gli anni Settanta-Novanta, Bruno Amaducci organizzatore culturale. Le iniziative musicali di BA nella Svizzera italiana e la carriera internazionale

BA ha mantenuto, lungo tutto l'arco della sua carriera, dei forti legami con la realtà culturale-musicale della Svizzera italiana, e in particolare con la RSI. è però nel periodo degli anni Settanta-Ottanta che l'impegno di BA per la vita musicale ticinese si è fatto più forte: la mole di iniziative culturali testimonia del ruolo di primo attore nel campo musicale ticinese, che egli riveste in un periodo in cui la consacrazione quale maestro d'orchestra di fama internazionale gli permetteva probabilmente maggiore influenza e possibilità d'azione. In questo senso vanno inoltre considerate la sua nomina, nel 1979, alla testa della Commissione per l'educazione musicale, la carica di Responsabile dei programmi musicali della RTSI (dal 1980 al 1988) e le direzioni artistiche della Primavera Concertistica di Lugano (1982) e dei Concerti di Locarno, elementi che vanno a rafforzare la sua influenza sulla vita musicale della Svizzera italiana. L'incarico di presidente del Comitato Nazionale per l'Anno Europeo della Musica (1985) è simbolico del riconoscimento di BA non solo come maestro d'orchestra ma anche quale agente culturale.


Ringraziamenti

Un doveroso ringraziamento va al mo. Bruno Amaducci per la sua squisita disponibilità nello sforzo di memoria cui l'ho spinto durante le nostre "chiacchierate" e per aver spalancato le porte del suo archivio privato.

Ringrazio inoltre Daniele Crivelli (responsabile del fondo Ricerche musicali all'AST), Tazio Dafond (responsabile RTSI per l'archivio video) e Antonio Mondia (responsabile RTSI per l'archivio musicale).

Un caloroso grazie va infine a tutti i collaboratori della Fonoteca Nazionale, per i preziosi consigli e soprattutto per avermi fatto sentire a casa sin dall'inizio del mio progetto nel quadro del Servizio Civile.

Gennaio 2008
Matteo Notari

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