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IncontriJazz in Fonoteca

IncontriJazz (2004-2008)

Il jazz fra sguardo ed ascolto

È il gruppo più folto d’incontri e raccoglie le testimonianze di personaggi variamente legati al jazz, con le ripetute presenze di Romano Nardelli e Denis Baggi.

Romano Nardelli, Christian Gilardi, L’etichetta ticinese Altrisuoni, un’utopia realizzata,
giovedì 13 maggio 2004.

Nel 1993 apparve sul mercato discografico Altrisuoni, l’etichetta creata da Stefano Franchini, Christian Gilardi e Romano Nardelli, tre musicisti ticinesi intenzionati a far conoscere la musica svizzera. Accanto all’ascolto di alcune loro produzioni, Romano e Christian hanno tracciato un bilancio dei primi dieci anni della casa, giunta ormai a un catalogo che ha superato i 150 CD.

Romano Nardelli, Tracce d’Altrisuoni,
martedì 20 settembre 2005.

Romano Nardelli è ritornato ai nostri incontri, stavolta per presentare le ultime produzioni di Altrisuoni, la casa discografica da lui fondata nel 1993 con Stefano Franchini e Christian Gilardi. In quel momento l’etichetta ticinese offriva sul mercato mondiale un catalogo ormai prossimo ai 200 CD prevalentemente dedicati alla musica svizzera, in buona parte al jazz.

Ospiti in sala i fratelli Nolan e Simon Quinn, che hanno partecipato alla registrazione del CD Q3 / On Cue.

Romano Nardelli, Jazz made in Switzerland: lavori in corso,
giovedì 20 novembre 2008; in collaborazione con la Fonoteca nazionale svizzera; Fonoteca nazionale svizzera, aula 418, Centro S. Carlo, via Soldino 9, Lugano

Romano Nardelli e Aldo Sandmeier; foto Gabriele Franzoso

IncontriJazz è giunto al venticinquesimo appuntamento con Jazz made in Switzerland: lavori in corso. Ricordiamo che avviò la sua attività col toccante pomeriggio del 19 febbraio 2004 presenti il pianista Fabio Bonetti, il batterista Sandro Domeniconi, il chitarrista Giorgio Pic Fontana, il bassista Ugo Gus Moser e il pianista Tito Pescia, pionieri del jazz ticinese degli anni Cinquanta di cui si poterono anche ascoltare alcune registrazioni di mezzo secolo fa.
Ora, nell’ultima conversazione-audizione del 2008, si è gettato uno sguardo sullo stato dei lavori in corso nel jazz svizzero. Relatore qualificato è stato Romano Nardelli, conoscitore come pochi di quanto si muova sulla scena del nostro paese. Egli è infatti il responsabile del settore jazz della nostra fonoteca nazionale e come tale segue e cataloga quindi da un osservatorio privilegiato la produzione nazionale coi singoli gruppi e musicisti, potendone in tal modo tastare facilmente il polso. Per di più egli dirige con Dimitri Loringett e Stefano Franchini la casa discografica ticinese
Altrisuoni, che partecipa dal 1993, con la sua ricca e variegata produzione, alle fortune della musica improvvisata svizzera. I presenti hanno così avuto l’occasione di ascoltare diverse tracce di recente pubblicazione tra cui alcune dell’etichetta di casa nostra.

Denis Baggi, Capire il jazz / Le strutture dello swing,
martedì 22 marzo 2005.

Il Dr. Denis Baggi ha presentato il suo libro pubblicato dall’ Istituto CIM della Svizzera italiana. L’autore è di formazione ingegnere elettronico ed informatico, ma ha sempre applicato queste tecnologie alla musica, ed in particolare al jazz. La breve conferenza ha trattato d’ un suo recente progetto, l'utilizzo del multimediale per spiegare l'improvvisazione nel jazz: mentre in passato gli autori si dilungavano in descrizioni poco oggettive su assoli ed insiemi, o al massimo arrivavano a trascrivere note dal disco, oggigiorno il lettore può ascoltare i suoni menzionati che sono non più lontani di un "click" del "mouse". In tal modo, è possibile isolare le strutture del jazz che attraversano tutta la sua storia, indipendenti da melodia, armonia, tempo, metro, ecc. Esempi musicali illustrano questa tesi, mostrando l'evoluzione del jazz e dello swing nelle varie epoche.

Per meglio presentare i suoi esempi di strutture musicali, Denis Baggi ha suonato il sax soprano e il tenore.

Denis Baggi, Jimmie Lunceford, questo sconosciuto,
venerdì 10 ottobre 2008, SUPSI Trevano, Aula Magna. Una proposta della SUPSI nel corso del Simposio di Musica, Matematica e Multimedia e nell’ambito del "Mese della cultura 2008 della Città di Lugano".

L’orchestra di Jimmie Lunceford (1930-1946) è stata una delle maggiori formazioni jazz con Duke Ellington e Count Basie: ma è stata dimenticata dal grande pubblico. Nella conferenza si sono ascoltati oltre trenta brani del Maestro con brevi commenti di Denis Baggi, musicologo e informatico, che ne ha raccolto l’opera completa.

Alberto Eisenhardt, Ambrosetti’s Jazz Family, film documentario,
giovedì 22 aprile 2004.

Il regista Alberto Eisenhardt ha commentato la realizzazione del suo documentario Ambrosetti’s Jazz Family, girato a New York e in Ticino quando Gianluca Ambrosetti, sax soprano, affiancava già il nonno Flavio e il papà Franco. Il film, prodotto da Notebook’ s Film& RTSI - Televisione svizzera, venne trasmesso da Comano il 29 aprile 2000.

Ha presenziato all’incontro anche Franco Ambrosetti.

Theo Mäusli, A ritmo di jazz negli archivi della RTSI,
giovedì 18 novembre 2004.

Theo Mäusli, vissuti gli ardori musicali giovanili come contrabbassista, fa del jazz l’oggetto dei suoi studi alla luce dell’apporto delle scienze umane, tanto che nella sua tesi di dottorato, poi pubblicata nel 1995, lo esamina nel periodo svizzero 1935-1945, cioè nel delicato decennio della cosiddetta “difesa spirituale del paese”. Già attivo presso la Fonoteca nazionale svizzera e docente universitario di scienze della comunicazione, egli è ora responsabile dei settori della documentazione e degli archivi della RTSI. E’ in tale veste che ha parlato del capitale sonoro jazzistico presente sugli scaffali di Lugano e di Comano.

Dubravko Pušek, I tesori del collezionista,
martedì 26 aprile 2005.

Dubravko Pušek è nato nel 1956 a Zagabria. Dall’infanzia vive a Lugano, dove lavora come redattore per i servizi culturali della Radio svizzera di lingua italiana. Vincitore di diversi premi letterari ( “Schiller” negli anni 1986 e 2002 e “Hermann Ganz” nel 1991), ha partecipato a varie rassegne e festival internazionali di poesia, tra i quali “Poeti europei del ‘900” al Piccolo Teatro di Milano. Oltre a una decina di libri di versi (l’ultimo è Effetto Raman, Locarno, 2001) ha pubblicato prose e traduzioni dal croato, francese, tedesco, ucraino e ceco. Spende le rimanenti energie nel collezionismo di dischi (rock e jazz).

Martedì 24 maggio 2005 era previsto che Maurizio Ruggeri avrebbe raccontato la sua esperienza di fotografo seguendo lo spunto L’occhio sul jazz. L’incontro è stato annullato per assenza del relatore.

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